C’è qualcosa di calvinista nel modo in cui la Silicon Valley parla di produttività: qualsiasi attività ripetitiva DEVE sparire ed essere automatizzata, quasi fosse un bug.
L’essere umano, in questa visione tragicomica, dovrebbe vivere in uno stato permanente di “massima espressione creativa”, come se il cervello fosse progettato per stare dodici ore al giorno in modalità brainstorming.
L’altro giorno ne parlavo con un amico e il suo take mi ha ricordato una cosa che sapevamo benissimo prima che LinkedIn trasformasse ogni manager in un monaco guerriero della performance: il cervello umano ha bisogno anche di rompersi le p*lle. Ha bisogno di momenti cognitivamente “vuoti” dentro cui riorganizzarsi.
Esattamente come i 25’ e 11” di “Rundtgåing av den transcendentale egenhetens støtte” di Burzum funzionano perché ripetono ossessivamente lo stesso pattern fino all’ipnosi, anche noi abbiamo bisogno di attività ripetitive per decomprimere il sistema operativo biologico che ci portiamo dentro.
Un’attività può essere monotona senza essere alienante, perché esiste una differenza enorme tra compilare qualcosa ascoltando musica, cucinare, riordinare file, montare slide, fare data entry e invece passare otto ore in un ritiro aziendale con gente che usa parole come “sinergia”, “framework” e “allinearci”.
Ed è qui che l’AI rischia di diventare l’ennesima religione tossica dell’efficienza: perché se automatizziamo tutto ciò che è ripetitivo e noioso, finiremo per lasciare agli esseri umani solo il lavoro emotivamente intensivo: decisioni, creatività forzata, pressione cognitiva continua. In pratica: burnout as a service (BaaS).
Forse l’obiettivo non dovrebbe essere liberarci dai task ripetitivi, ma dai task spiritualmente necrotici. Quelli che ti svuotano.
Perché la vera violenza contemporanea non è quella disciplinare, ma quella prestazionale.
E sinceramente, tra compilare un foglio Excel ascoltando i Descendents e partecipare all’ennesimo workshop sul purpose aziendale, scelgo Excel tutta la vita.
Alla prossima settimana, un saluto da Simone.
Simone Puorto