Qualche giorno fa mi trovavo in un cocktail bar di quelli che fanno di tutto per apparire alternativi, creativi e fuori dagli schemi. Mi aspettavo una serata tranquilla fatta di conversazione e buoni drink.
Invece mi sono ritrovato a osservare una scena tanto affascinante quanto assurda.
Ogni bicchiere che arrivava al tavolo era accompagnato da una cannuccia di plastica.
Fin qui nulla di straordinario. Il dettaglio sorprendente era un altro. La cameriera si fermava con un paio di forbici e tagliava accuratamente ogni cannuccia per adattarla perfettamente all’altezza del bicchiere. Una misura per una coppa, un’altra per un tumbler, un’altra ancora per un bicchiere alto.
Una forma di personalizzazione talmente inutile da risultare quasi geniale.
A quel punto mi sono chiesto: quando abbiamo deciso che gli adulti non sanno più bere da un bicchiere?
Nel corso della serata il tavolo si è trasformato in un piccolo cimitero di pezzetti di plastica, tutti accuratamente tagliati per facilitare un gesto che l’essere umano è perfettamente in grado di compiere da solo.
C’è qualcosa di profondamente infantilizzante in tutto questo.
Per quanto ne so, l’evoluzione ci ha fornito strumenti piuttosto efficaci per bere: labbra, lingua e una discreta capacità di coordinazione. Sappiamo sollevare un bicchiere e portarlo alla bocca. Eppure ci vengono offerte queste soluzioni come se fossimo bambini con il bicchiere antigoccia.
Ma il problema non è solo questo.
Le cannucce compromettono l’esperienza sensoriale stessa del drink.
I bicchieri non vengono progettati casualmente. La forma del bordo influenza il modo in cui il liquido raggiunge il palato e il modo in cui gli aromi arrivano al naso. Bere attraverso una cannuccia significa aggirare completamente questo processo. È come togliere una parte fondamentale dell’esperienza.
Difficile apprezzare le note botaniche di un cocktail quando passano attraverso un tubicino di plastica lontano dal viso.
Salvo esigenze particolari, nessuno ha davvero bisogno di una cannuccia per bere un cocktail. Dovrebbe essere uno strumento disponibile su richiesta, non un accessorio obbligatorio e personalizzato al millimetro.
La vita è sempre più tecnologica.
Ma bere resta un’esperienza rigorosamente analogica.
Mark Fancourt